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Il pasticcio fiscale dei cervelli in fuga

Posted On aprile 23, 2016 at 4:41 pm by / No Comments

Fuga-Cervelli-New1Se il problema dei cervelli italiani in fuga è una priorità nazionale, le ultime leggi approvate in Parlamento non lo facilitano affatto.

Molti laureati di ritorno in Italia hanno appena dovuto scegliere tra un beneficio di cui godere a pieno solo fino al 2017 e uno molto più ridotto ma valido per 5 anni. E non ne sono per niente contenti.

La storia, alle sue origini, che era una storia di buone intenzioni messe in pratica anche con una certa efficacia ma senza la necessaria continuità, si è rivelata un altro buco nell’acqua.

Esenzione fiscale, la mossa

Ai cervelli di ritorno veniva offerta una forte riduzione delle tasse: l’esenzione fiscale del 70% per gli uomini e 80% per le donne sul reddito. Un incentivo molto forte e ben accolto, tanto che nel 2013 ne sono rientrati in 1678.

Considerando che parliamo di giovani con un’alta istruzione , specifiche competenze professionali e un reddito medio alto, si tratta di una vera e propria iniezione di fiducia per l’economia del nostro Paese.

Il risultato è così entusiasmante che si decide di prorogare la legge fino al 2017, generando l’aspettativa che si potesse andare avanti così anche negli anni successivi.

Ed invece, dopo pochi mesi, ecco il colpo di scena: l’esenzione passa dal 70% al 30% per tutti e senza limiti di età. L’applicazione di questa norma cambia le carte in tavola generando un lo scontento generale. Ecco, allora, che viene introdotta una clausola che consente a chi è tornato entro il 2015 di scegliere tra il vantaggio primario fino al 2017 (legge vecchia) o quello ridotto per 5 anni ( legge nuova). A questo punto ci si chiede cosa succederà. Lo vedremo nei prossimi anni, ma i dubbi manifestati dai diretti interessati non permettono di essere ottimisti.